E dopo l’azionario arriva il crollo obbligazionario, opportunità da prendere in considerazione?

In prossimità delle feste pasquali desidero aggiornarvi sull’attuale situazione dei mercati facendo seguito a quanto riportato nella mia mail del 5 marzo  per informarvi che la stessa situazione di opportunità di acquisto del 5 Marzo, si è creata oggi sul mondo obbligazionario.
Come potete vedere dalla figura in basso, da inizio anno si registra una perdita del -8,5% , la peggiore degli ultimi 50 anni (da aggiungere al -1,5% del 2021) dovuta al prossimo inasprimento della politica monetaria della Fed. In parole semplici il mercato sembra aver già scontato un repentino innalzamento dei tassi di interesse americani che già nel 2022, dall’attuale 0,50%, dovrebbero arrivare oltre quota 2%.

Rendimento dell’indice Bloomberg U.S. Aggregate Bond: indice che rileva il rendimento dei mercati obbligazionari statunitensi a tasso fisso di tipo investment grade.

Questo apre un favorevole scenario di acquisto su obbligazioni che si sono deprezzate in media del -8,5% con picchi nelle duration più lunghe anche del -20%.

Per fare un esempio concreto, se compriamo un Titolo di stato USA anche di breve durata (2 anni), abbiamo un rendimento oggi del 2,45% annuo, cifre che non vedevamo dal lontano 2005, fatta eccezione per il periodo 2018.
Le obbligazioni non hanno la stessa potenzialità del mercato azionario, ma al contempo non hanno neanche la stessa volatilità, quindi per chi non se la sente di aumentare le esposizioni in azioni potrebbe essere una valida soluzione alternativa.
Questa discesa è causata dall’ attuale situazione inflazionistica statunitense (ultimo dato risalente a marzo 2022 pubblicato qualche giorno fa) che vede toccare il nuovo record dell’8,5% e costringe la FED ad intervenire in maniera più aggressiva. Anche il mercato obbligazionario europeo però, con il picco di inflazione di +7,5% registrato a Marzo e alimentato dalla crisi Russia/Ucraina, è sceso. Dunque, comincia ad offrire interessanti rendimenti a lungo periodo dopo anni di rendimenti negativi.
Ovviamente c’è da ricordare che qualora l’inflazione perdurasse o addirittura aumentasse ancora, manovre ancora più restrittive potrebbero far perdere ulteriore terreno ai mercati obbligazionari; tuttavia, c’è da considerare che una politica troppo aggressiva potrebbe rallentare la crescita economica fino addirittura ad
azzerarla con pesanti ripercussioni sul mercato azionario.

In sintesi: oggi il mercato obbligazionario offre delle interessanti opportunità di entrata, ma consiglio a tutti
voi destinatari di questa mail/post di confrontarsi con il proprio consulente finanziario prima di prendere ogni decisione in merito, per ben comprendere opportunità e rischi.

 

L’esperto di Finanza

Andrea Rossetti

Andrea Rossetti inizia a muovere i primi passi nel mondo della finanza a soli 20 anni e subito si contraddistingue per il suo spiccato senso di dovere verso i clienti che segue.
Abilitato dalla Consob nel 2002 ad operare come consulente finanziario, nel 2006 ottiene anche la certificazione EFA (European Financial Advisor) e l’iscrizione al RUI (Registro Unico degli Intermediari assicurativi).
Nel tempo raccoglie diversi premi e riconoscimenti anche da riviste del settore.
La sua passione diventa ispirazione per le persone che ripongono in lui piena fiducia e fa della sua visione il modo di approcciarsi alla finanza.
Il suo impegno è far capire al cliente su cosa investire e spiegare con semplicità come si muovono i mercati è la sua caratteristica migliore.
Consapevole che il mondo sta evolvendo rapidamente e si sta trasformando sempre di più in digitale, Andrea rimane attento a tutte le nuove tendenze per far cogliere ai suoi clienti, le eventuali opportunità che il mercato presenta.
La sua esperienza viene messa a vostra disposizione per dei consigli professionali generici che non saranno in nessun modo “sollecitazioni all’investimento”.

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