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Come potrebbe cambiare il regime forfettario nel 2022

- Tempo di lettura 3 minuti -

Non sono stati anni semplici per chi lavora in proprio, ormai lo sappiamo bene. Per molti titolari di partita IVA, i quasi due anni di pandemia hanno stravolto completamente ritmi e abitudini. Ora che abbiamo ritrovato un po’ di serenità, è importante concentrarci su come potrebbe ulteriormente cambiare il settore degli autonomi. Per qualcuno sarebbero infatti in arrivo possibili cambiamenti per il regime forfettario nel 2022, anche se non c’è nulla di deciso per il momento.

Abbiamo scandagliato tutte le ultime news per fornirti un quadro più chiaro delle eventuali modifiche che il governo Draghi potrebbe decidere di inserire. Dal limite di fatturato alle novità sulla fatturazione elettronica, ecco quello che c’è da sapere per le partite IVA forfettarie.

Partiamo dalla situazione attuale

Al momento, chi opera nel regime forfettario versa una sola imposta sostitutiva, che per i primi 5 anni ammonta al 5% e poi sale al 15%. Unica condizione: per restare in questo regime fiscale non si deve superare il limite massimo annuale di 65.000 euro.

 

L’imposta unica al 15%, chiamata anche flat tax, viene calcolata sul fatturato lordo a cui è già stato detratto un specifico forfait di spese, indicato in percentuale in base al codice ATECO. Tale codice indica l’attività svolta, come ad esempio medico, imbianchino, programmatore e così via. Nel momento in cui, dopo l’apertura di una partita IVA con regime forfettario, si superi la quota massima di fatturato previsto, il passaggio al regime ordinario sarà obbligatorio. 

La scelta dell’apertura della partita IVA con regime forfettario invece che ordinario dipende ovviamente in gran parte dal fatturato, ma ci sono anche altre variabili da considerare. In definitiva, la decisione va presa valutando la propria situazione personale con il commercialista, che è anche la persona da tenere come riferimento per tutte le novità per il regime forfettario per il 2022.

Regime forfettario 2022: cambia qualcosa?

Partiamo dall’argomento più scottante, che negli ultimi mesi è stato sulla bocca di tutti. Verrà davvero attuato l’abbassamento del limite di fatturato di cui si parla? Secondo quanto vociferato negli ultimi giorni, per le partite IVA con regime forfettario non dovrebbe essere previsto questo importante cambiamento. Si era parlato precedentemente di alzare la soglia e poi di abbassarla, ma presumibilmente ciò non accadrà, almeno nel 2022.

Il regime forfettario continuerà a essere valido per chi fattura fino a un massimo di 65.000 euro all’anno. Si era discussa inoltre l’ipotesi di predisporre un sistema più soft per l’uscita dal conveniente regime, sempre in base a diverse soglie, ma per ora tutto è stato congelato. Tra le proposte che restano ancora sul tavolo, resiste quella dell’offrire un regime opzionale a chi supera i 65.000 annui, con un’imposta unica al 20% per chi ha sforato del 10% con il fatturato.

Certo è che sono ancora in molti a considerare conveniente aprire una partita IVA con regime forfettario e in questo periodo così delicato per il Paese non si è ritenuto utile modificare un sistema che sembra funzionare bene. Dopo un crollo delle aperture nel 2020, in seguito all’emergenza sanitaria, quest’anno si parla di oltre il 50% in più di nuove partite IVA forfettarie. Tra i motivi della scelta ci sono:

  • Un’evidente convenienza economica
  • Una semplificazione della tassazione
  • L’assenza di IVA in fattura
  • L’esonero dalla fatturazione elettronica

Il discorso fatturazione elettronica

A proposito di fatturazione elettronica, che è obbligatoria per tutti i tipi di società di persone e di capitali me fino ad oggi non obbligatoria per le partite IVA con regime forfettario, nel 2022 quasi sicuramente ancora non ci sarà il temuto obbligo. Se ne riparlerà forse l’anno seguente, quando si saranno anche delineati meglio tutti i piani per la Riforma Fiscale 2022.

A tal proposito, l’anno prossimo dovrebbe finalmente essere messa in pratica la grande rivoluzione fiscale attesa da tempo. L’esecutivo sta lavorando a come stimolare la crescita economica grazie alla semplificazione del sistema tributario e alla riduzione dell’evasione fiscale. 

Ed è proprio la necessità di stanare gli evasori a farci intuire che prima o poi il passaggio alla fatturazione elettronica dovrà avvenire anche per chi ha aperto la partita IVA con regime forfettario. Non si tratta di nulla di sconvolgente: anzi, molti liberi professionisti potrebbero rendersi conto di preferire un sistema più intuitivo e semplificato. 

Va anche precisato che persino i forfettari possono già scegliere di fatturare elettronicamente se lo desiderano, e che nel caso delle collaborazioni con la Pubblica Amministrazione è comunque già  richiesta la fattura elettronica.

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