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Il CBD è legale in Italia. Ecco la normativa che regola ilcommercio di prodotti a base di cannabidiolo

- Tempo di lettura 4 minuti -

Da qualche anno si è diffuso ovunque il CBD: dai prodotti per fumatori, alle tisane rilassanti fino ai cosmetici per la cura della pelle e del corpo.

Ma il CBD è legale? Dal momento in cui  la cannabis light siè affacciata sul mercato italiano ha creato un po di scompiglio, provocando un certo allarmiso tra coloro che la credono ancora soggetto  al proibizionismo e tra le stesse autorità che ne regolano il commercio ed il consumo. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sulla normativa che regola il commercio di prodotti a base di cannabidiolo e sul consumo di erba light che contiene cannabinoidi in alte percentuali di CBD e meno dello 0,2% di THC.

IL CANNABIDIOLO È LEGALE O SI TRATTA DI UNA SOSTANZA ILLEGALE?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo per forza fare  chiarire cosa si intende con CBD e cosa sono i cannabinoidi della pianta di Cannabis Sativa L..

Che cos’è il CBD e perché fa parlare tanto di sé?

Il CBD o cannabidiolo è un composto attivo della Cannabis Sativa L., che non ha effetti psicotropi ed interagisce con il nostro sistema endocannabinoide, garantisce l’omeostasi ed equilibrio dell’organismo per mezzo dei recettori Cb1 e Cb2 a cui si legano i fitocannabinoidi come il CBD, il CBG e il THC,  garantendo enormi effetti benefici per il nostro organismo.

Come detto prima, non si tratta di un cannabinoide psicoattivo, a differenza del suo antagonista tetracannabidiolo o THC, quindi non altera in alcun modo la nostra psiche e le capacità percettive della realtà.

Come detto prima, non si tratta di un cannabinoide psicoattivo, a differenza del suo antagonista tetracannabidiolo o THC, quindi non altera in alcun modo la nostra psiche e le capacità percettive della realtà.

In realtà, gli studi attuali sulle potenzialità del CBD concordano nell’attribuire al CBD effetti benefici, quali:

Antinfiammatorio

Analgesico

Antidolorifico

Immunomodulatore

Rilassante a livello muscolare

Antispastico

Antiemetico ì

Antiepilettico

Ipotensivo ì

Antiossidante

I ricercatori hanno studiato gli effetti del CBD solo in parte e i pochi studi a riguardo non permettono di includere il CBD trai composti terapeuticia tuttigli effetti riconosciuti a livello medico, nonostante il cannabidiolo è oggi legale a livello mondiale. Quindi, tornando alla domanda di prima: il CBD è legale in Italia e in tutta l’Unione europea ma anche in molti Stati Esteri!

Gli effetti del THC e i suoi effetti psicotropi e antagonisti al CBD

 

Se da un lato abbiamo l’effetto positivo del CBD, dall’altro si colloca l’effetto di “sballo” legato al THC, suo antagonista. Si tratta dei principi attivi più famosi della marijuana le cui quantità presenti nelle infiorescenze variano a seconda della varietà di erba.

Tra i noti effetti del THC vi sono:

Senso di Euforia

Alterazione della motricità

Amplificazione della percezione sensoriale

Secchezza delle fauci

Stordimento e senso di alienazione dalla realtà

Aumento della frequenza cardiaca

Rallentamento dei tempi di reazione

Problemi cognitivi

Fame chimica

Sbalzi di umore

Ansia

Depressione

In Italia il THC è annoverata tra le sostanze illegali proprio per questi effetti psicoattivi che alterano i sensi di chi ne fa uso.

Da quando il CBD è legale in Italia?

Il cannabidiolo proprio perché non ha effetti psicotropi non è mai stato illegale nel nostro Paese. Eppure, recentemente un decreto ne ha messo a rischio il commercio, minacciando di fatti la legalità della canapa light a bassissimo contenuto di THC. In realtà la cannabis light ad alto contenuto di CBD è regolata a livello europeo il Regolamento UE n.1307 del 2013, e in Italia stessa la filiera dalla canapa è regolamentata dalla legge n. 242 — del 2016

Attualmente, si tratta delle leggi che hanno permesso di coltivare, lavorare e commercializzare la Cannabis Sativa L. a bassissimo contenuto di THC e che hanno permesso l’impiego nel settore della canapa legale di migliaia di operai appartenenti alla fascia di lavoratori in età più giovane (la filiera della produzione di cannabis light impiega in questi anni manodopera dai 30 ai 40 anni di età).

Quali sono gli effetti del CBD sul corpo umano? E come si assume il CBD?

Rilassamento muscolare, anche in caso di rigidità e convulsioni

Riduzione del dolore e delle infiammazioni

Diminuzione della produzione di radicali liberi (quindi il CBD può rallentare l’invecchiamento delle cellule)

Riduzione della pressione arteriosa e oculare

Regolazione della risposta immunitaria

Il CBD agisce solo al livello del corpo e non ha alcuna interazione con la nostra mente. Per questo, al contrario del THC, è una sostanza legale nella maniera più assoluta. Si può assumere CBD in diversi modi: con metodo sublinguale (gocce di concentrato di Cannabidiolo sotto la lingua), oralmente attraverso alimenti e bevande a base di CBD. Per via topica, attraverso l’assorbimento di olio di CBD, creme e lozioni dalle proprietà antiossidanti per la cura della pelle, attraverso inalazione, svapo e-liquidi al cannabidiolo.

Ma allora anche fumare CBD è legale? Si, vaporizzare, fumare oingerire prodotti a base di cbd è legale in Italia.

Il commercio e l’utilizzo di CBD, nel nostro Paese non è citata nel Testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti (il D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) neppure presente nella Tabella I. Quindi, a tutti gli effetti fumare erba a base di CBD, con bong, cilum e vaporizzatori portatili, è assolutamente legale.

Proprio perché non esiste alcuna legge specifica in materia, che vieta il consumo di marijuana legale o prodotti derivati a base di CBD come l’olio di CBD. Nonostante ciò, le autorità potrebbero considerare non lecito l’utilizzo di canapa light proprio per via della mancanza di una regolamentazione specifica sull’uso della cannabis depotenziata.

Per concludere quindi, è consigliabile consumare prodotti a base di CBD poiché il cannabidiolo non è una sostanza psicotropa ma non considerarli come veri e propri tratamenti terapici, poiché non esistono ancora un numero tale di studi che ne confermi il loro potenziale terapeutico per il corpo.

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