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AdBlue: come influiscono la crisi dei materiali e la guerra in Ucraina

- Tempo di lettura 4 minuti -

Negli ultimi mesi la crisi produttiva e le tensioni in Europa Orientale hanno evidenziato il problema relativo al prezzo e all’approvvigionamento di carburanti e additivi.

Se in alcuni casi questi problemi possono essere ovviati con un aumento (considerevole) del prezzo, dall’altro la carenza di materiale può bloccare la circolazione dei mezzi, con gravi malfunzionamenti del settore terziario.

In particolar modo questa crisi e carenza di prodotto riguarda un additivo fondamentale per la circolazione dei mezzi agricoli e di grandi dimensioni: trattasi dell’AdBlue, l’additivo per gasolio.

Ma cos’è l’AdBlue e perché la sua carenza può causare importanti problemi in ogni settore?

AdBlue: perché è così importante

L’AdBlue è un additivo, chiamato anche DEF (acronimo il cui significato è Diesel Exaust Fluid) che viene inserito nel condotto di scarico tramite apposito serbatoio.

L’AdBlue è necessario per il funzionamento di tutte le vetture diesel che siano dotate di catalizzatore SCR (abbreviazione che sta a indicare il catalizzatore per la riduzione selettiva catalitica), componente essenziale nell’abbattimento delle emissioni di ossidi di azoto, molecola altamente nociva per la salute dell’ambiente e dell’atmosfera.

Quali veicoli rabboccano AdBlue

L’AdBlue è un additivo utilizzato in tutti quei veicoli provvisti di catalizzatore SRC, componente grazie al quale il prodotto di scarico delle vetture risulta notevolmente meno dannoso per l’ambiente.

Ecco quindi una lista di veicoli che, per circolare, hanno bisogno di AdBlue:

  • macchine certificate Euro 6;
  • macchine agricole;
  • autoarticolati;
  • camion;
  • altri mezzi pesanti.

Questi veicoli, come vedremo, hanno l’obbligo di rabboccare AdBlue ogni qual volta il serbatoio dell’additivo in questione diminuisca al di sotto di una soglia minima.

Raggiunta tale soglia si attiverà in automatico una spia e, qualora ignorata per un po’ di tempo, il veicolo si fermerà del tutto ripartendo solo al momento del successivo rabbocco.

Passiamo ora a vedere come è fatto l’AdBlue e perché limita le emissioni di ossidi di azoto nell’aria.

AdBlue: da cosa è composto

 L’AdBlue è un composto formato da urea tecnica e acqua.

L’urea tecnica rappresenta il 32.5% del composto.

La particolare composizione consente al catalizzatore di ridurre la produzione di ossidi di azoto nel momento in cui la macchina è in azione: alla temperatura di 200° infatti l’urea entra in contatto col vapore acqueo e si trasforma in ammoniaca e anidride carbonica.

Il contatto tra ammoniaca e ossidi di azoto genera una reazione chimica in seguito alla quale si formano molecole di azoto e di acqua: è proprio quest’ultima fase della reazione che permette al veicolo di diminuire in maniera consistente la produzione di ossidi di azoto, dannosi per l’ambiente e l’atmosfera circostante.

Dove acquistare AdBlue

Il problema primario della carenza di AdBlue consiste nella fattispecie che molti macchinari e vetture private che devono utilizzare (in maniera obbligatoria) tale additivo rischiano di restare inutilizzate per molto tempo, o almeno fino a quando la situazione di crisi non si risolva.

Su internet esistono alcuni shop dove cercare  il migliore AdBlue per il tuo veicolo: il settore, seppure di nicchia, ha dei player molto importanti come ad esempio la GreenChem.

Questo colosso internazionale, specializzato nel mondo di additivi e carburanti, sin dall’inizio ha puntato forte sulla produzione e distribuzione di AdBlue in Italia e nel resto del mondo.

Il prezzo dell’AdBlue

 Col passare dei giorni e delle ore, la crisi non cenna a fermarsi.

Ragion per cui occorre visionare il prezzo AdBlue giorno per giorno, in cerca di occasioni economiche da parte di aziende del settore che siano affidabili.

Non sono previste al momento delle riduzioni di prezzo all’orizzonte e, in tempi di mercato al rialzo, occorre trovare in maniera rapida e sicura una valutazione del prezzo dell’additivo che non sia troppo pesante da sostenere.

Da una parte la crisi dei materiali, dall’altra il covid e la guerra in Ucraina: tutti questi fattori agiscono sul prezzo del prodotto finito e, al momento, non sembrano di facile e immediata risoluzione.

Per questi motivi consigliamo un attento studio del mercato in cui dare notevole risalto a prezzi e affidabilità del venditore.

 

Perché la legge obbliga al rabbocco di AdBlue

 “In assenza di AdBlue, le macchine non potrebbero continuare a circolare utilizzando altri carburanti e additivi (di minore costo e maggiore reperibilità)?”.

Porsi questa domanda è del tutto lecito ma purtroppo la risposta è semplice e non pone le condizioni per diverse interpretazioni: la legge italiana infatti obbliga le macchine ad avere nel serbatoio sempre un quantitativo minimo di AdBlue.

I mezzi pesanti e le vetture private non possono circolare senza AdBlue: il motivo è nel ruolo svolto dall’additivo per gasolio nel tutelare l’ambiente.

Infatti, il veicolo è costretto a restare fermo in quanto l’assenza di AdBlue impedisce il funzionamento del catalizzatore SRC e i livelli di ossidi di azoto prodotti supererebbero le soglie consentite.

Per evitare che ci siano “dimenticanze” sul rabbocco di AdBlue, esistono delle spie automatiche che informano sul prossimo esaurimento dell’additivo, in modo tale che il conducente possa effettuare il rifornimento quanto prima: l’avviso si produce quando l’autonomia scende sotto la soglia dei 2.400 km e prosegue sino a quando non avvenga il rabbocco.

In media i mezzi pesanti possono percorrere circa 10000 km con un solo rabbocco, un quantitativo che li mette al riparo da continui rifornimenti.

Come sarà il futuro dei veicoli che utilizzano AdBlue

Se analizziamo con lucidità le possibili implicazioni connesse alla carenza di AdBlue, non possiamo che notare uno scenario molto infausto all’orizzonte: infatti se la crisi continuasse a imperversare molti camion e mezzi di trasporto si fermerebbero, con conseguenze inimmaginabili per l’intero settore industriale.

Si stima che, qualora dovesse continuare la crisi dell’AdBlue, oltre un milione e mezzo di macchine sarebbero costrette all’immobilità: questo stop impedirebbe il rifornimento via terra per la maggior parte delle merci e delle risorse primarie.

Uno scenario che bisogna evitare a ogni costo e in cui bisogna essere molto oculati nelle scelte da fare.

L’AdBlue ormai scarseggia e il prezzo schizza alle stelle di giorno in giorno, d’altra parte ogni tentativo di reperirlo da canali collaterali si rivela vano e molto rischioso.

Quale sarà il futuro dell’AdBlue?

Ai posteri l’ardua sentenza.

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